Calcolo del tasso d'interesse per i mutui a tasso variabile.

Alla base delle soluzioni a tasso variabile c'è un tasso di interesse che si modifica (in genere ogni 6 mesi) relativamente a specifici valori particolari, contenuti nel contratto. In questo caso particolare l'ente bancario applica un interesse derivante dalla somma di 2 valori di riferimento: l'Euribor, acronimo di "Euro Interbanking Offered Rate" e lo spread previsto dalla banca; se subentrano dei cambiamenti a livello di questi parametri, varierà allo stesso modo l'entità delle rate da pagare. L'Euribor indica quanto costa il denaro per l'istituto bancario; è un valore determinato dal mercato e non può conseguentemente essere soggetto a modifiche da parte della banca o del mutuatario. Lo spread è gestito in maniera diretta dall'istituto mutuante ed è assimilabile al suo margine di guadagno. Nel caso di un mutuo a tasso variabile, il mutuatario ha la possibilità di usufruire in un primo tempo di un tasso di importo minore se paragonato a quello previsto da un mutuo a tasso fisso; è opportuno però considerare che questi deve essere disposto a farsi carico dell'eventuale variazione della rata da versare, in rapporto all'andamento dei mercati monetari. Si presenta di seguito uno scenario-tipo: con l'Euribor del 3, 19% e uno spread equivalente a 1, 42% si avrà un tasso di interesse che corrisponde a 4, 61%. Un eventuale aumento dell'Euribor sarà comprensibilmente funzionale ad un maggiore tasso finale: nell'eventualità in cui dopo un anno l'Euribor a 6 mesi fosse pari al 3, 39%, il mutuatario si troverebbe a corrispondere all'istituto erogante il prestito un tasso complessivo equivalente a 4, 81% (3, 39% + 1, 42%).